La Difesa. Periodico popolare di politica, sociologia ed arte, poi Periodico settimanale socialista, poi Organo della Federazione provin­ciale socialista fiorentina, poi Giornale della Federazione socialista fiorentina, poi Giornale socialista. Organo della Federazione provin­ciale fiorentina, poi Giornale della Federazione socialista fiorentina, poi Periodico della Federazione provinciale socialista fiorentina, poi Settimanale socialista. Organo della Federazione provinciale fiorentina del Partito socialista italiano di unità proletaria, poi Settimanale socialista. Organo della Federazione provinciale socialista fiorentina del Partito socialista italiano, poi Settimanale socialista.

note
Firenze (Tip. Elzeviriana, poi Tip. Campolmi, poi Tip. A. Vallecchi e C., poi Tip. Impresa Generale Affissioni, poi Tip. Cooperativa, poi Tip. « La Poligrafica », poi Tip. Ramella, poi Stabilimento Poligrafico Fiorentino); settimanale; cm. 49 x 33, poi 53 x 38» poi 44 x 31, poi 58 x 40; pp. 4, poi 2, coll. 4, poi 5, poi 8, illustrato.
responsable
Direttori: Alfredo Angiolini, Carlo Pucci, Alceste Della Seta, Arturo Caroti, Pompeo Ciotti, Armando Aspettati, G. A. Andriulli, Aldo Simplicini, Guido Ceccaroni, Livio Bini, Filiberto Smorti, Ugo Barni, Michele Terzaghi, Spartaco Lavagnini; comitato di redazione: Arturo Bruni, Luciano Ferro, Gino Baldesi, Rodolfo Scamboli, Gina Gelati, poi Arturo Caroti, Luciano Ferro, Fernando Garosi, Egidio Gennari, Giulio Puliti, poi Egidio Gennari, A. Colozza, Giulio Puliti, Filiberto Smorti, Oberdan Saccenti, poi Egidio Gennari, Fernando Garosi, Oberdan Saccenti, Francesco Ferrari, Armando Aspettati, poi Curzio Casoli, Luciano Ferro, Luigi Frontini, Spartaco Lavagnini, Filiberto Smorti, poi Luigi Frontini, Gaetano Pacchi, Curzio Casoli, Enrico Mancinelli, Fernando Garosi, poi Carlo Scarpini, Luigi Frontini, Gaetano Pacchi, Curzio Casoli, Ada Pandolfi, poi Carlo Scarpini, Curzio Casoli, Alberto Albertoni, Delio Di Dio, Ada Pandolfi, poi Carlo Scarpini, Alberto Albertoni, Ada Pandolfi, Barsotti, Mancinelli; collaboratori: Maria Cabrini, Nicola Badaloni, Niccolo De Colli, Augusto Novelli, Oddino Morgari, Dino Rondani, Lorenzo Cenni, Adolfo Capaccioli, Nicola Barbato, Roberto Rossi, Renzo Cenni, Anna Franchi, Carlo Salvestrini, A. Mori, Cesare Frullini, Enrico Leone, Aldo Semplicini, Gino Pinzauti, Quirino Nofri, Baldino Baldini, Adolfo Zerboglio, Ottavio Dinale, Giuseppe Scarlatti, Goffredo Blanes, Vittorio Goliardi, Ettore Ciccotti, Ascanio Forti, Francesco Gatteschi, Antonio Andreini, Rodolfo Ciullini, Alessandro Alessandrini, Agostino De Antonis, Nicodemo Bracaloni, Gustavo Campolmi, Enrico Ferri, Eugenio Ciacchi, Ugo Furlan, Vittorio Traballesi, Giulio Caprin, Guglielmo Ferrerò, Paolo Arnaldi, Ines Panella-Zanchi, G. Puglioli, G. A. Donadello, Mario B. Paoli, Rizieri Chierici, Eugenio Del Perugia, Corrado Grazzini, Arturo Ciulli, Virgilio Verdaro, Guido Ciarrocca, Giovanni Baldi, Olinto Barbieri, F. Mazzoni, Giulio Carrara, Enrico Cecconi, A. Graziadei, Servadio Bemporad, Giulio Stanghi, Sebastiano Del Buono, Giovanni Gianoglio, Enrico Rigoli, Giulio Braga, Paris Sacchi, Carlo Conti, Giuseppe Brunetti, Ugo Cirri, Pietro Chiantelli, Gino Fagioli, Sebastiano Bonfiglio, Tullio Masotti, Giuseppe Del Conte, Riccardo Boninsegni, Vincenzo Vacirca, Alberto Della Lunga, Adolfo Manetta, Giuseppe Pescetti, Guido Berti-Calura, Antonio Bracali, Giuseppe Nocentini, Raffaello Rigeli, Raffaello Franchi, Giuseppe Del Bene, Giovanni Curradi, Attilio Francolini, Gino Toni, Pilade Salvestrini, Mario Garuglieri, Paolo Caciagli, Bruno Cassinelli, M. Ticci, Linda Gamucci, Bruno Frizzi, Alberto D'Altea.
coherence
a. I, n. 1 (9 ottobre 1898) - a. X LVII, n. 50 (29 dicembre 1950). Interruzioni: dal n. 43, a. X IV (28 ottobre 1911) al n. 1, a. X V (5 aprile 1913); dal n. 21, a. X VII (22 maggio 1915) al n. 22, a. X VII (9 ottobre 1915); dal n. 26, a. x X III (15 luglio 1922) al n. 1, a. x X IV (15 settembre 1945). Col n. 5, a. IV (2 febbraio 1901) assume il secondo sottotitolo; col n. 25, a. IV (23 giugno 1901) il terzo; col n. 33, a. VII (6 agosto 1904) il quarto; col n. 13, a. VIII (1° aprile 1905) il quinto; col n. 31, a. VIII (23 dicembre 1905) il sesto; col n. 1, a. X V (5 aprile 1913) il settimo; col n. 1, a. x X IV (15 settembre 1945) l'ottavo; col n. 3, a. X LIV (17 gennaio 1947) il nono; col n. 15, a. X LIV (11 aprile 1947) il decimo. Numero straordinario in data 6 luglio 1902. Dal 1920 al 1922 uscì anche una edizione per la provincia. Dal 6 gennaio 1901 pubblica il supplemento settimanale: « La Parola dei socialisti ». Durante la prima interruzione il periodico venne in certo modo sosti­tuito da « L'Osservatore » di Sesto Fiorentino.
notes contenu
Periodico sorto per iniziativa di un gruppo di socialisti sfuggiti, nel 1898, alla persecuzione della polizia. Si orienta dapprima verso la corrente socialista turatiana e partecipa alla discussione di importanti interessi cittadini: contribuisce largamente, col suo intervento, a risolvere il problema della Biblioteca nazionale che, per l'opera assidua del deputato socialista Giuseppe Pescetti, collaboratore del giornale, viene definitivamente sistemata nel monumentale palazzo da essa tuttora occupato. Si interessa vivamente all'assistenza ospitaliera degli alienati, alla municipalizzazione dell'azienda del gas, alla creazione di una linea direttissima Firenze-Roma. Appoggia validamente il sorgere dell'organizzazione giovanile socialista, il primo convegno della gioventù socialista toscana e il successivo congresso nazionale dei giovani socialisti tenutosi a Firenze nel 1903. In seguito alla nomina dì Alceste Della Seta a direttore (settembre 1903), il periodico assume un indirizzo prevalentemente intransigente, indirizzo che muta nuovamente dall'aprile 1904, con l'avvento alla direzione di Pompeo Ciotti, il quale è favorevole ad una tattica « moderata e riformista ». Si mantiene su questa linea anche dopo le dimissioni del Ciotti (ottobre 1908), il quale si trasferisce a Roma in seguito alla sua nomina a segretario del Partito; tuttavia Armando Aspettati e altri redattori del giornale sono processati per aver rievocato i fatti del 1898, per aver solidarizzato con gli scioperanti di Torre Annunziata, per propaganda antimilitarista e affermazioni repubblicane. Assume un atteggiamento di vivace critica contro i sindacalisti e gli integralisti, pur elogiando il coraggio e la compattezza manifestati dai braccianti durante lo sciopero agrario del Parmense da essi organizzato. I dissensi interni diminuiscono le adesioni al giornale, il quale nell'ottobre 1911 è costretto a sospendere le pubblicazioni. Risorge nell'aprile 1913, dopo il congresso di Reggio Emilia, con un indirizzo più intransigente. Partecipa poi alle vivaci polemiche prò e contro la guerra e si orienta verso l'interventismo. A guerra terminata abbraccia l'indirizzo intransigente massimalista, di cui Spartaco Lavagnini, direttore del periodico, è uno dei più ardenti sostenitori. Dopo il Congresso di Livorno la direzione del periodico muta nuovamente, in seguito al passaggio del Lavagnini nelle file del Partito comunista. Nonostante le prime violenze fasciste, che distruggono la tipografia del giornale, esso continua la sua opera per l'assistenza ai lavoratori e per la riorganiz­zazione dei quadri del Partito, cercando di conciliarne le interne divergenze, finché, nel luglio 1922, è costretto a sospendere definitivamente le pubblicazioni.
collocation
Ge. III. 951
reference
899